Sarà aperta oggi, 25 ottobre, a Milano e andrà avanti fino al 29 gennaio, la mostra dedicata ai capolavori dell’”Arte Povera”.  Il richiamo è al movimento artistico omonimo nato negli anni ’60 grazie all’iniziativa di Germano Celant. Alla Triennale saranno esposte circa 50 opere: altre 150 sono contemporaneamente esposte in altre sedi italiane.

IglooL’antologica su più tappe è curata da Celant in persona. La mostra alla Triennale è organizzata in ordine cronologico e temporale: al piano terra si trova l’esposizione di produzioni storiche, datate nel periodo compreso tra il 1967 e il 1975, mentre al primo piano, sono state collocate alcune straordinarie installazioni ideate dal '75 fino ai giorni d’ oggi. In tutte le opere si possono riscontrare elementi comuni, come l’energia che scaturisce dalla materia, il ricorso al fuoco, all’acqua e alla potenza degli esseri viventi ma anche a simboli naturali come alberi e vegetali. Ogni artista all’interno di questo movimento ha poi seguito un suo personale percorso, sviluppando alcuni elementi nello specifico.  A questa differenzazione viene data la giusta rilevanza presentando le scritture di Alighiero Boetti, le composizioni di piombo e ghiaccio o di foglie di tabacco di Pier Paolo Calzolari, i tronchi di Giuseppe Penone, la fragilità dei materiali evocata da Marisa Merz, i dinosauri e gli animali preistorici di Pino Pascali, gli specchi e gli stracci di Michelangelo Pistoletto, le fotografie di Emilio Prini, le forze cosmiche di Gilberto Zorio, la reazione tra sostanze opposte di Giovanni Anselmo, l’accostamento di igloo e luci al neon di Mario Merz, i carboni di Jannis Kounellis, le costruzioni di Luciano Fabro e la rievocazione del mito di Giulio Paolini. La mostra a Milano è aperta tutti i giorni, ad eccezione del lunedì, dalla 10.30 alle 20.30 (con prolungamento fino alle 23.00 nelle sere di giovedì e venerdì). Il biglietto costa dai 6,50 agli 8 euro.

Luciano Fabro

Arte povera in mostra alla Triennale di Milano: un omaggio al movimento nato negli anni ’60

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