E’ di questi giorni la notizia che Miuccia Prada ha intrapreso una battaglia legale contro la famiglia Cova con l’accusa di avere disatteso accordi di compravendita già presi con la maison meneghina in occasione della vendita della prestigiosa pasticceria di via Montenapoleone ai francesi di LVMH. E giù di carte bollate.

Ma non è questa l’unica guerra in corso nei palazzi della moda milanese. Ce n’è una più sottotraccia e in corso da molto più tempo e riguarda la griffe Dolce & Gabbana e, udite udite, la solita Prada.

Una boutique D&G chiusa per protesta contro il Comune (Omnimilano)

Sì perchè, se da un lato, già con la candidatura di Pisapia, Miuccia Prada non aveva fatto mistero di tifare per un esponente PD a Palazzo Marino, dall’altro il sindaco di Milano ha dimostrato di ricambiare di buon grado. Alla sponsorizzazione di Prada per la campagna elettorale di Pisapia ha fatto seguito, infatti, lo sfratto forzoso di Mc Donald’s dalla prestigiosa location in galleria. E indovinate un po’ chi avrebbe occupato poi quei locali? Proprio quella Prada che già era di casa a pochi metri da lì, con un altro flagship store proprio nella piazzetta del toro con i famosi testicoli.

Ma non è stato questo l’unico gradito favore di Pisapia a Patrizio Bertelli e consorte. Per bocca dell’assessore al Commercio Franco D’Alfonso, infatti, la giunta meneghina ha fatto capire a chiare lettere di non apprezzare i due stilisti (notoriamente ascrivibili all’area di centro-destra): «Non bisognerebbe concedere spazi simbolo della città a personaggi famosi e marchi vip che hanno rimediato condanne per fatti particolarmente odiosi in questo momento di crisi economica come l’evasione fiscale» ha detto l’esponente di Palazzo Marino riferendosi alla condanna per frode fiscale incassata da Dolce & Gabbana.

Questi ultimi, per non sapere nè leggere nè scrivere, hanno risposto a suo tempo con una serrata di tre giorni di tutti i negozi meneghini. Magra consolazione, dato che loro, in piazzetta della galleria, non hanno due numeri civici come Prada.

Le carte bollate e gli avvocati non sono ancora scesi in campo, ma quanto ci manca?

A Milano va in scena la guerra della moda tra Prada e Dolce&Gabbana

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