Là dove c’era lo Smeraldo ora c’è… Farinetti. Con buona pace del sostegno alla cultura e in barba alla tutela dell’arte, i filo renziani meneghini si sono radunati ieri per l’inaugurazione dello sciccosissimo supermercato, che sorge sulle ceneri dello storico teatro Smeraldo.

Con una capriola intellettuale e un paio di giravolte morali la sinistra post-sessantottina meneghina, unita al popolo arancione del no oil e del sì all’aumento dei biglietti ATM, non si è fatta nessun problema a celebrare il rito pagano nel tempio del filetto bio.

 

Guidati da quell’Oscar Farinetti tanto amico del neo premier, e con la benedizione di Giuliano Pisapia, la cricca si è radunata ieri tra banconi di patate che costano come pepite e chicchi di caffè che propongono bizzarre adozioni a distanza. E chi se ne frega se i soldi che credi di mandare al povero negretto servono in realtà al 75% per mantenere i costi di struttura, tanto anche quella è cricca.

E a fine serata tutti a casa in taxi: l’ATM maggiorata è roba per i poveracci.

La sinistra al caviale di Milano celebra Eataly

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