A Milano le multe non si pagano: si fa ricorso (online).

A Milano le multe non si pagano: si fa ricorsoC’era una volta il vigile urbano che ti metteva la multa per divieto di sosta, mentre, negli altri casi, potevi provare a “spiegarti” (facendo una supercazzola, sbattendo le ciglia, oppure mostrando direttamente la scollatura).

Poi sono arrivati, nell’ordine: gli ausiliari della sosta, i dipendenti ATM (che adesso ti mettono la multa anche loro), le telecamere e, infine, l’odiato Ecopass. E’ chiaro che l’obbiettivo è rimpinguare le casse del comune (giacchè nel traffico e nella circolazione non si sono segnalate particolari variazioni nel frattempo), ma l’effetto collaterale, per il comune, è l’aumento esponenziale delle pratiche da gestire.

Sia per spiccare le multe e inviare i verbali, ma anche, e qui sta l’altra grossa novità, per smaltire l’immensa mole di ricorsi che ogni giorno piovono sulle scrivanie dei dipendenti comunali.

Se da un lato, infatti, i milanesi proprio non ci stanno a pagare multe che ritengono di non meritare, dall’altro hanno scoperto che la legge (unita all’inefficenza dei dipendenti comunali) offre loro un’elevata probabilità di passarla liscia. La norma prevede, infatti, che, se il Prefetto di Milano non si pronuncia entro i termini stabiliti (che variano in base a vari parametri), il ricorso è da considerarsi accettato. E qui sta l’inghippo: i milanesi hanno scoperto che, con l’impennata di contravvenzioni emesse negli ultimi anni, il Prefetto di Milano non riesce a stare al passo con la pioggia di ricorsi che riceve (in buona parte dovuti anche alla confusione nata con l’Ecopass) ed è quindi molto elevata la probabilità di passarla liscia anche quando, in realtà, la multa era più che meritata.

E’ sufficiente infatti inviare agli uffici del Prefetto un ricorso in cui si spiega, utilizzando argomentazioni più o meno solide/veritiere, perchè secondo noi la contravvenzione era ingiustificata o frutto di errore. Male che vada il Prefetto riuscirà (caso sempre più raro) a prendere in esame il ricorso e, in tal caso, il cittadino sarà obbligato a pagare il doppio della contravvenzione originaria.

E’ ovvio, per chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la statistica, che una probabilità del rigetto del ricorso inferiore al 50% giustifica il rischio di pagare il doppio, e questo sembra proprio essere il caso di Milano. Da qui il proliferare di siti che, in vari modi, consentono all’utente di compilare il proprio ricorso online.

Per questo motivo ci siamo rivolti a Fabio Oldrini, che è il responsabile della comunicazione di LexMaster, società attiva nella consulenza legale online, ma che offre anche un apprezzato strumento per compilare il proprio ricorso online. “Effettivamente”, ci ha detto Fabio, “negli ultimi due anni abbiamo visto un’impennata delle richieste gestite dal nostro server. Dati alla mano quest’anno abbiamo già raggiunto quota 2.000, un dato impensabile solo tre anni fa.”

Il mercato si adegua, direbbero gli economisti, e, se il prodotto consiste in multe, è naturale che i consumatori si diano parecchio da fare…

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