Il Perturbante di Giuseppe Imbrogno (Autori Riuniti) è una storia in apparenza molto semplice, ridotta ai suoi elementi essenziali: un uomo (Lorenzo, un data analyst stufo di avere a che fare tutto il giorno solo con dati e bytes e non con persone in carne e ossa) sceglie, in modo arbitrario e casuale, un altro uomo, Sergio, per “osservarlo” raccogliendo informazioni on line e “sul campo”. Ben presto, però, l’attività di osservazione svolta da Lorenzo diventa ossessione. L’imitazione di comportamenti e gusti diventa un modo per avvicinarsi il più possibile a Sergio, fino all’inevitabile momento in cui Lorenzo è costretto a mettere in discussione il principale dogma di ogni buon analista: il divieto assoluto di interferire con l’oggetto della propria osservazione. “Il mio lavoro: curiosare nelle vostre vite. Un unico vero limite: il divieto assoluto di interferenza con gli oggetti osservati” recita infatti il mantra che Lorenzo ha imparato dal suo mentore Norman, quando quello dell’osservatore era ancora un semplice lavoro, prima ancora che un’attività a tempo pieno.

Per Imbrogno questo canovaccio tipico di un thriller, nello stile classico della tradizione letteraria, diventa l’occasione per toccare temi di grande attualità (social network, big data, terziario avanzato) e questioni antropologiche (l’identità, l’Altro) in uno stile fatto di termini inglesi e paratassi, asciutto e insieme ritmato, che ha il coraggio di essere fino in fondo coerente con la particolare visione del mondo del suo “Perturbante” protagonista.

Sullo sfondo, quasi a fare da co-protagonista, la Milano in cui si muove Lorenzo: una Milano moderna e a misura d’uomo, dove il protagonista, spostandosi tra la palestra e l’Esselunga, tra la stazione Centrale e Corso Buenos Aires, definisce un percorso che risulterà familiare a ogni professionista (ma non solo) di Milano. Una Milano sempre più internazionale e animata dai protagonisti delle nuove professioni, così a proprio agio nelle strade cittadine, mentre i loro dati viaggiano veloci verso chi, come Lorenzo, sa decifrarli e catalogarli per fare il gioco delle grandi multinazionali.

E’ così che Il Perturbante di Giuseppe Imbrogno si è piazzato come finalista al prestigioso Premio Calvino del 2016 ottenendo un analogo riscontro anche di pubblico, avendo ricevuto ottime critiche e avendo registrato dati di vendita di tutto rispetto. Sin dal primo giorno di vendita.

 

Romanzo ambientato a Milano

Il Perturbante: vivere a Milano all’epoca dei Social Media

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